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Quali sono i tipi di noci migliori da mangiare durante la dieta chetogenica?

Le noci da evitare e da consumare in fase di chetogenesi.

quali sono le noci da mangiare durante la chetosi

Quando siamo in chetosi, la prima cosa che solitamente afferriamo quando il nostro corpo inizia a sentire la fame e’ qualche tipo di noci, mandorle, pistacchi, macadamia in quanto sono pronte, molto facili da reperire e fanno sicuramente rimanere nello stato chetonico.

Vediamo pero’ di capire quali dovrebbero essere consumate e quali invece evitate.

quali sono le noci da mangiare durante la chetosi

Gli acidi oleici e perche’ le noci pecan sono le migliori

Iniziamo con le noci pecan. Questo tipo di noci sono perfette per rimanere in chetosi in quanto hanno un contenuto estremamente basso di carboidrati ed al tempo stesso molto elevato di grassi – piu’ di qualsiasi altro tipo in circolazione. Infatti il 70% del profilo macronutriente complessivo delle noci pecan deriva dai grassi, prevalentemente di grassi Omega 9 ovvero di acido oleico.

Gli Omega 9 sono dei grassi dalle cartatteristiche uniche e sono così unici perché inibiscono la perossidazione lipidica che è essenzialmente quando un grasso diventa rancido, cattivo per il corpo suscitando una risposta infiammatoria. Quindi, se si verifica la perossidazione lipidica che causa una rottura della membrana cellulare adiposa di una cellula, quest’ultima alla fine muore ed ecco il motivo per cui gli Omega 9 sono cosi’ importanti.

Inoltre, gli acidi oleici, compresi gli Omega 9, sono coinvolti nel processo genetico della combustione dei grassi, quindi in realtà possono aiutare a bruciare i grassi ad un livello molto più elevato.

Un’altra fondamentale funzione degli acidi oleici e’ quella di aiutare a produrre mielina che è la guaina che circonda il nervo. Se mettiamo quindi tutte queste caratteristiche assieme, capiamo quanto questo tipo di acidi siano essenziali specialmente quando ci troviamo in uno stato chetosi.  Infatti dal momento che vogliamo prenderci cura del sistema nervoso, sostenere l’ossidazione degli acidi grassi e controllare i livelli di infiammazione nel corpo, le noci pecan risultano essere il tipo di snack ideale e certamente il migliore fra le varie tipologie di noci.

tipi di noci da ingerire durante la dieta chetogenetica

Il perfetto equilibrio di Omega 3 e 6: le noci macadamia

Il prossimo tipo sono le macadamia le quali sono molto importanti da assumere in fase di chetosi principalmente per due ragioni: la prima e’ che sono molto ricche in flavonoidi che si convertono in antiossidanti nel nostro corpo e poi perche’ contengono acidi grassi come gli Omega 3 ed Omega 6. Nella maggior parte delle diete standard si trova un eccessivo contenuto di acidi grassi Omega 6 e non abbastanza di Omega 3; mentre le noci macadamia hanno un perfetto equilibrio tra omega 3 e omega 6 con qualcosa in piu’ di veramente interessante che e’ l’Omega 7, l’acido palmitoleico.

L’acido palmitoleico o gli acidi grassi Omega 7 aiutano il corpo a utilizzare gli Omega 3 in maniera di gran lunga migliore supportando anche la perdita di grasso quindi senza gli Omega 7, gli Omega 3 non svolgerebbero a pieno il loro lavoro. Sara’ sufficiente ingerire una porzione di noci di macadamia al giorno per fare in modo che gli Omega 3 facciano il loro lavoro aiutando cosi’ il fisico a ridurre l’infiammazione.

Uno studio effettuato dalla clinica di Cleveland-Ohio ha dimostrato che solo dopo 30 giorni di consumo di grassi di tipo Omega 7 c’e’ stata una riduzione del 44% dei livelli della proteina C reattiva. Una riduzione del 44% nei marcatori di infiammazione e’ un dato fenomenale e se abbiniamo un regime di dieta chetonica, che sappiamo aiutare a ridurre le infiammazioni, allora i benefici saranno davvero incredibili.

quale tipologia di noci e' meglio consumare durante la chetosi

Vediamo adesso le noci che non andrebbero necessariamente evitate ma di cui sarebbe bene limitarne il consumo.

Ragioni per cui andrebbe limitato il consumo di mandorle

Le prime della lista sono le mandorle (i cui benefici sono alquanto sopravvalutati) perche’ hanno un altissimo contenuto di grassi Omega 6 ed inoltre contengono qualcosa di conosciuto come acido fitico che e’ assolutamente da evitare.  Questo tipo di acido infatti si lega ai minerali presenti nel corpo in modo tale che poi il fisico umano ha difficoltà ad assorbire i minerali necessari.

Ora, noi sappiamo che quando siamo in chetosi o stiamo portando avanti un digiuno intermittente, i minerali sono un bene prezioso, che non possiamo assolutamente perdere ed inoltre ciò che accade una volta che questi minerali si legano con l’acido fitico, e’ che essi si convertono in fitati (detti antinutrienti o fattori antinutrizionali), che sono delle sostanze che impediscono il normale assorbimento di alcuni nutrienti presenti nei minerali stessi, nelle verdure, nelle proteine e nei carboidrati.

Come gli anacardi rallentino l’efficienza del fegato

Passiamo al successivo ovvero agli anacardi che sono probabilmente il tipo di noci/noccioline più gustoso. Il fatto è che in realtà non dovrebbero nemmeno essere in questa lista in quanto sono tecnicamente un frutto proveniente dalla stessa famiglia del mango e dell’edera velenosa.

Perché sono da evitare? Prima di tutto sono molto ricchi di carboidrati e solo per questa ragione se viene ingerita una gran quantia’ di anacardi si uscira’ comunque dallo stato di chetosi, ed inoltre contengono qualcosa di noto come aflatossina la quale viene prodotta da un fungo e da altre muffe facendola essere una sostanza altamente tossica per il fegato rallentandone l’efficienza e provocando molte infiammazioni.

noci migliori e peggiori durante il regime alimentare chetonico

In generale infatti, vogliamo che il fegato funzioni molto bene ed in particolare durante lo stato di chetosi dove questo organo assume un ruolo di fondamentale importanza in quanto deve processare i chetoni, creare il beta idrossibutirrato e creare l’acido acetato di cui il corpo ha bisogno per entrare nella forma in cui vogliamo essere.

Questo non significa che non possiamo piu’ mangiarli in vita nostra ma essendo consapevoli di quanto sopra, vogliamo assicurarci di consumarli con molta moderazione.

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